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Alle olimpiadi di Berlino 1936, il biondo tedesco Luz Long contrasta fino all’ultimo la supremazia di Jesse Owens nella gara del salto in lungo. E davanti a Hitler, ai gerarchi del Terzo Reich e in barba al mito della razza ariana, fraternizza con il grande campione afro-americano. Lunghista, triplista e avvocato, Luz Long morirà in guerra a trent’anni durante lo sbarco alleato in Sicilia del 1943.
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Il primo “cucchiaio” consegnato alla storia del calcio. Ventiquattro anni prima che Francesco Totti lo portasse alla ribalta nel nostro paese, il cecoslovacco Antonin Panenka realizzò il rigore decisivo per la vittoria ai campionati europei del 1976, con quello stesso tocco morbido, centrale e beffardo. E ancora oggi, in tutto il mondo (tranne che in Italia) questa finezza stilistica porta il suo nome: il rigore “Panenka”.
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La prima sciatrice italiana a vincere un oro olimpico è Paoletta Magoni, bergamasca di Selvino, che a soli 19 anni si impone nello slalom di Sarajevo 1984. Un successo storico, che la proietta di diritto tra le più grandi sciatrici azzurre di sempre.
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Tour de France 1967: durante l’ascesa al Mont Ventoux, l’inglese Tom Simpson perde la vita per la fatica e l’insolazione. Ma l’autopsia rivelerà che aveva ingerito anfetamine durante la corsa. Il primo caso di doping della storia del ciclismo irrompe nella maniera più tragica.
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Indicato da tutti come un astro nascente del ciclismo, Ercole Baldini conferma, nelle prime stagioni, le sue grandissime potenzialità, cogliendo un filotto impressionante di vittorie. Ma la sua stella è destinata a declinare presto, anche se alcuni suoi successi sono entrati di diritto nella storia di questo sport.
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